Se penso ai motivi peri i quali io sono onesto, il pensiero va al mio babbo. Mi diceva “quello che non è tuo lascialo dov’è”, e io ho appreso così bene la lezione che non ho mai portato a casa dall’ufficio nemmeno una gomma per cancellare. E riflettendo su perché abbia aderito così rigidamente a questo principio, mi viene in mente che i miei modelli erano quelli della letteratura, in primo luogo Tex Willer, ma poi tanti altri personaggi protagonisti dei romanzi per ragazzi, che erano campioni di lealtà, onestà e coraggio. E oggi? Dove si fonda l’onestà dei giovani di oggi? Non dubito che siano molti che in qualche modo si siano fatti una filosofia simile alla mia, ma non posso pensare che tutti siano onesti. Ci sarà sempre bisogno di chi si occupa di far rispettare le regole, sistema penitenziario incluso.
Bene. E ora assistiamo all’ascesa del Movimento 5 Stelle. Un movimento fondato da gente che dispone di patrimoni personali valutabili in milioni di euro. Gente che, una volta eletti in parlamento, ha giudicato esagerato lo stipendio, al punto da decidere di “restituirne” una parte. Demagogia pura. Però bisogna ammettere che hanno trovato un terreno facile su cui innestare la loro protesta, al punto che sono riusciti a trascinare con sé milioni di “anime semplici”. E ora? Ora che milioni di “grillini” verranno a contatto con i soldi delle Pubbliche Amministrazioni, riusciranno a salvaguardare il principio dell’onestà? In tutta franchezza, io credo che la Guardia di Finanza farà bene a continuare il proprio lavoro, perché la percentuale di disonesti non sarà certamente inferiore in quel movimento di quanto lo sia in tutti gli altri